La strada davanti al Gaetano Pini è chiusa da una sbarra, c’è una tizia dentro a un gabbiotto (*) che fa alzare la sbarra quando deve passare una macchina.
Passo da lì tutte le mattine in bicicletta.
Ma lei non fa alzare la sbarra, tanto tra la sbarra e il marciapiede di fronte c’è uno spazio, e se vado adagio adagio riesco a passare, appunto tra la sbarra e il marciapiede.
Mentre passo, guardo la tizia, lei mi guarda, non ci salutiamo mai.
Io penso che certo non si stanca al lavoro, e chissà quanti libri riesce a leggere, mentre lavora.
Non ho idea di cosa pensi lei.
(*) non sono certa che si dica così, ma non mi viene in mente un’altra parola
giovedì 15 luglio 2010
La tizia alla sbarra
lunedì 12 luglio 2010
Ma quale sicurezza?!?!
L’altro giorno, senza pensare, ho messo nella valigia che poi ho portato a mano sul’aereo: shampoo, doccia schiuma, crema solare. Il tutto in confezioni pressoché nuove, che superavano abbondantemente i 200 ml.
Il problema non è la mia distrazione.
Il problema, secondo me gravissimo, è che ai controlli dei bagagli a mano nell’aeroporto italiano il malloppo è passato senza problemi. Forse dovrei scrivere una lettera alla società che gestisce l’aeroporto. Oppure potrei scrivere a un qualche giornale,una sorta di “denuncia”. Ma sono pigra e poi andrà a finire che non scriverò, purtroppo.
(per completezza di informazione, i liquidi esplosivi me li hanno poi bloccati nell’aeroporto successivo, che altrove i controlli li fanno sul serio)
mercoledì 7 luglio 2010
mercoledì 12 maggio 2010
Ho letto cent’anni di solitudine quand’ero ragazzina (sì, vabbe’, tanto tanto tempo fa), e ricordo due cose due: le case di ghiaccio, e la pioggia di anni e anni a Macondo. La prima mi aveva affascinato, la seconda turbato. Qui mi pare che siamo come a Macondo. Solo che nel libro, se la memoria non mi tradisce, la pioggia precede la fine.
Scajola ha deciso di non andare a deporre. Dall’altro della mia ignoranza o, se vogliamo, ingenuità, pensavo fosse obbligatorio andarci, quando ti chiamano.
Ho da poco office 2007 – e, per inciso, mi fa schifo - e vedo che è già uscito il 2010. Mi rendo conto che non riesco proprio a stare al passo con i tempi.
Decisamente bruttino, il completino rosa della Blanchett a Cannes. (Disclaimer: non si pensi mai che sono una persona bene informata sui temi modaioli e vip-related. L’ho soltanto visto per caso su repubblica.it poco fa, eh).
domenica 9 maggio 2010
Draquila
Nulla che non si sappia:
che alla delinquenza dei nostri governanti e protettori civili non c’è limite;
che l’opposizione a questo governo è inesistente;
che stiamo andando spediti verso la dittatura;
e che l’idiozia di certa gente, che continua a sostenere berlu & co è infinita.
Da vedere assolutamente.
Per non mettere la testa sotto la sabbia.
E, se possibile, per non rassegnarsi.
mercoledì 5 maggio 2010
A corto di argomenti / 2
Cià, mettiamo un’altra foto, giusto un po' di colore, che la lagna nel post precedente mi ha stufato.
Per la cronaca, non è un tramonto. E’ un’alba.
Deserto del Sinai, gennaio 2010.
Foto presa da: la mia macchina fotografica
martedì 4 maggio 2010
Puntualizziamo
Non sono superwoman.
Non ho mai pensato di esserlo.
Non ho mai voluto esserlo.
E chi pensa che lo sia, o vorrebbe che lo fossi, se ne può andare a fanculo.
(sì, lo so, sono più che mai autoreferenziale, ma oggi va così)