Essere il commercialista di una squinternata come me deve essere un mestiere difficile.
Perché quando mi telefona per tre volte non rispondo, alla quarta rispondo con voce seccata.
Perché deve sollecitarmi venti volte prima che io gli facci avere i documenti, e poi glieli faccio avere sempre all’ultimo minuto, tutti incasinati e stropicciati cacciati brutalmente dentro a una busta.
Perché deve controllarli, verificare cosa mi sono dimenticata di mandargli e richiedermelo.
Perché deve ricordarmi il giorno in cui devo pagare le stramaledette tasse, altrimenti mi dimentico.
Perché deve fare i salti mortali per sistemare i casini che combino.
Soprattutto perché deve stare ad ascoltarmi quando mi lagno, manco fosse uno psicologo.