Sono in lavanderia, a ritirare dei vestiti.
Davanti a me c’è un signore che sta ritirando quintali di cose, fra camicie, pantaloni, giacche, maglioni, e chi più ne ha più ne metta.
Il signore ha in mano una pila di scontrini stropicciati (che nella lavanderia dove vado io si paga in anticipo), man mano li passa al commesso che – stravolto – cerca di trovare le cose.
Il commesso a un certo punto gli “avvocato, questi scontrini sono del 2008, ci vuole un po’ di tempo a trovare la roba da restituirle”.
L’avvocato: “se adesso non ha tempo, passo in un altro momento”
Il commesso, in panico: “no no, è meglio che ritiri tutto adesso, altrimenti mi lascia la roba qui fino al
Nel frattempo, sul banco della lavanderia si va accumulando una pila di un metro cubo di vestiti, camicie, giacche dell’avvocato, lavati, stirati e impacchettati.
La coda di gente in attesa si allunga, il commesso è sempre più stravolto.
E l’avvocato, con una lentezza che fa venire il latte alle ginocchia, prende un vestito, camicia, giacca alla volta e cerca di sistemarli in un borsone troppo piccolo.
Chissà come sarebbe averlo come avvocato di difesa in un problema legale.