[omissis, vi risparmio il sogno completo, che sono buona]
… e stavo per andarmene da milano, per ritornare, forse, da lì a sei mesi. Vado a depositare un po’ di cose in cantina, trovo la cantina con la luce accesa e dentro alcune cose che non erano mie.
E lì fra le cantine c’era una sacco di gente, che seduta comoda su sedie a sdraio, di quelle che si usano al mare, chiacchierava del più e del meno.
C’era una che conoscevo e le chiedo se secondo lei era meglio che mettessi fuori le cose altrui o che le tenessi chiuse in cantina.
Lei mi dice di tenerle pure dentro ma, visto che la cantina sarebbe rimasta chiusa per almeno sei mesi, era consigliabile togliere l’aria, dalla cantina. E mi spiega come fare:
“Entri nella cantina, socchiudi la porta lasciando solo uno spiraglio, così che mentre respiri l’aria esce. Metti una lattina di cocacola o di birra vuota in mezzo alla cantina, quando la lattina diventa blu vuol dire che l’aria è uscita. Poi esci di corsa dalla cantina anche tu e chiudi in fretta la porta dietro a te”.
Risveglio. Fine del sogno.