martedì 15 maggio 2007

non c'è un motivo

Dopo una notte infernale causa insonnia senza motivo apparente, la giornata oggi deve essere all’insegna del “think positively”. Per iniziare in bellezza penso alle cose di cui NON ho assolutamente paura: perdermi in città che non conosco, le novità, sbagliare.

 

E i gatti fino a poco fa erano inquieti causa temporale-apocalisse che stava per scatenarsi nei cieli milanesi, sguardi diffidenti e strani movimenti per casa. Adesso si sono calmati, e il temporale non è mai arrivato.

domenica 13 maggio 2007

perditempo

Ti si prospetta una pessima domenica: devi per forza lavorare e non ne hai voglia, non ne hai voglia, non ne hai voglia, non ne hai voglia.

 

Ti svegli di buon'ora ma passi alla larga dal pc, e prima di accenderlo sbrighi una serie di faccende casalinghe che detesti e che potresti comunque evitare.


Quando poi finalmente accendi il pc, ti ingegni a trovare attività completamente inutili per perdere ulteriore tempo navigando su siti vari. Ecco un breve elenco, eventuali suggerimenti sono ovviamente ben accetti.

 

- Sui siti delle compagnie aeree, inventarsi le destinazioni più svariate e sbizzarrirsi a guardare i prezzi e a confrontarli;

- Sui siti giornalistici, leggere la stessa notizia e vedere le differenze;

- Scegliere una determinata notizia sull’italia e vedere se e come appare sui siti della stampa estera;

- Fare una ricerca con nome+cognome di persone che hai perso di vista e per vedere che ne è di loro;

- Leggere le recensioni di libri che hai già letto;

- Scegliere tre alimenti a caso e cercare le ricette culinarie che li contengono tutti e tre.






venerdì 11 maggio 2007

paure superflue

aereo



Ci sono paure del tutto superflue ma a cui non si riesce a rinunciare, e che ogni volta che ci tocca affrontarle è uno sfinimento. Le mie sono:

 

1)      andare in aereo (soprattutto il decollo);

2)      parlare a una platea di persone sconosciute.




(n.d.r. la paura degli aerei, e di conseguenza questo post, prendono ispirazione dagli aerei che volano bassi, a proposito dei quali ho letto qui)







mercoledì 9 maggio 2007

i medici scrupolosi

Il giorno dopo l’avventura in bicicletta mi sveglio con la mano a mo’ di melanzana: gonfia e viola. A parte la questione estetica, il dolore è insopportabile, e il mio buon senso mi dice che è il caso di farla analizzare da chi se ne intende.


In ospedale mi fanno ben tre radiografie, mentre aspetto l’esito mi richiamano, e me ne fanno altre due. Non contenti, mi chiamano una terza volta, e mi radiografano la mano ancora due volte.  Per poi dirmi: è tutto a posto. (Preferisco non pensare al bombardamento di raggi X che ho subito).

 

Però non ho capito se certi medici sono favolosamente scrupolosi o se, più semplicemente, non sanno leggere le radiografie.


domenica 6 maggio 2007

Pedalare è da fighi

 

Visto il sole, stamattina decidiamo di sgranchirci le gambe e fare una salutare pedalata nel parco del Ticino. Vogliamo essere fighi, quindi l’obiettivo minimo è 60 km. Peccato che attorno al km 10 io voli giù dalla bicicletta.

Mi faccio un po’ male ma non mi rompo niente, alla bicicletta si rompe qualcosa nell’aggeggio che fa cambiare le marce, e lui è uno squinternato imprudente che ovviamente non ha con sé nemmeno un cacciavite.

Però troviamo persone previdenti, nonché diverse da quella di cui al post precedente, che mi sistemano la bicicletta. E io penso “oh, che divertente”, cadere in bicicletta ti porta a conoscere gente non stronza e non stupida, mi torna il buon umore (o forse mi prende la follia): decido che non voglio smettere di essere figa e che possiamo proseguire.

 

Adesso che sono a casa lavata e mangiata e rilassata la gamba destra è diventata viola e non mi regge il peso, la mano destra fa un male atroce e si sta gonfiando a vista d’occhio (ho già avuto precedenti rotture di mano e conosco l'andazzo, la cosa mi piace poco).

 

E io sono un po' meno figa di quanto pensassi, ma sono mancina e allora non vi risparmio questo post.


giovedì 3 maggio 2007

L'auto non parte, mi aiuti?

Lo scenario: una sera tranquilla, un posto tranquillo, atmosfera rilassata, senza fretta, l’unico impegno è quello di raggiungere alcuni amici, lui è nella macchina ancora posteggiata e, con calma, sta scegliendo un CD da ascoltare durante il tragitto.

 

Il fatto: si avvicinano due ragazzi giovanissimi, la loro macchina è parcheggiata a fianco della sua, si capisce che non riescono a farla partire, chiedono se può aiutarli perché la batteria si è scaricata causa luci dimenticate accese. Chiedono se possono “collegare” le batterie con il cosiddetto “cavo” (perdonatemi non conosco i termini tecnici), operazione che a quanto pare dura poco più di un quarto d’ora.

 

La reazione: lui non ha la minima voglia di fare il soccorritore stradale di giovani distratti, dice ai ragazzi che se ne sta andando, finisce di scegliere il CD e poi se ne va, tanto i ragazzi sono anche forti, e se non trovano qualcun altro che gli presti il cavo possono senz’altro spingere l’auto.

 

Le mie segghemmentali: sono convinta che “non aver voglia di” sia un sacrosanto diritto. Ma sono altrettanto convinta che, in circostanze come questa che ho descritto, esimersi dal fare ciò che ci viene chiesto sia immorale. O forse il problema è mio, che sono rigida e sopravaluto i doveri rispetto ai diritti?

 

(certo, senza dubbio è meglio pensare ai tropici)


mercoledì 2 maggio 2007

Filosofia tropicale

tropics

 

Visto che la voglia di dedicarmi al fancazzismo sta raggiungendo le stelle, nei miei sogni e desideri neanche troppo reconditi mi viene in mente una cosa che mi è arrivata dai tropici tempo fa.

 

In un paese tropicale, due tizi se ne stanno beatamente sdraiati sulle rispettive amache, all’ombra delle palme.

Il primo chiede all’altro: - Scusa, hai per caso a portata di mano qualche medicinale contro il morso della tartaruga?

L’altro: - Perché, sei stato morso da una tartaruga?

Il primo: - Non ancora, ma la vedo che si avvicina.